AUGURI DEL SINDACO
Care Cittadine, cari Cittadini,
Spesso oltre alla fatica quotidiana del far tornare i conti, siamo anche preda ad uno smarrimento interiore che non trova risposte certe che ci indichino in quale direzione stiamo andando.
Siamo stati anche nel corso di quest’anno dominati dalle condizioni di persistente crisi e incertezza dell’economia e del tessuto sociale e ormai da qualche tempo si è diffusa l’ansia del non poterci più aspettare un ulteriore avanzamento, un progresso di generazione in generazione come nel passato.
Le cose miglioreranno... Quante volte ci siamo sentiti dire anche questo. Io stesso lo scorso anno, sullo stesso calendario, l’ho scritto. Eppure oggi i tempi non sono migliorati, anzi.
Dobbiamo allora per questo smettere di credere che le cose miglioreranno? NO.
Se il sogno di un continuo progredire nel benessere, ai ritmi e nei modi del passato, è per noi occidentali non più perseguibile, ciò non significa che si debba rinunciare al desiderio e alla speranza di nuovi e più degni traguardi.
Questa speranza è ciò che da sempre ci aiuta ad andare avanti, ciascuno con il suo ruolo: di padre, di madre, di insegnante, di lavoratore, di sindaco. E ciascuno, nel suo ruolo, non può che dare il meglio e fare il meglio.
Possiamo aprirci la strada verso un futuro migliore. Facciano tutti la loro parte: quanti hanno maggiori responsabilità, e ne debbono rispondere nella politica, nelle istituzioni, nell’economia e nella società, ma allo stesso tempo ogni comunità ed ogni cittadino.
Un Amministratore locale - un Sindaco - non può non essere inquieto e tormentato dagli effetti che questa pesante situazione economica avrà sulla sua gente, perchè sulla gente onesta che lavora, che paga le tasse, rischia di scaricarsi il peso di questa crisi. E anche questa è una grande preoccupazione per chi amministra le città e i paesi.
Ancora una volta il pericolo che dobbiamo sconfiggere è di sentirci soli e abbandonati.
Per questo, un’attenzione, una risposta da me, dai miei colleghi amministratori, dai nostri collaboratori, l’avrete sempre. E a voi che mi rivolgo, cari cittadini: voi non siete solo spettatori, perchè la politica siete anche voi, in quanto potete animarla e rinnovarla con le vostre sollecitazioni e i vostri comportamenti, partendo dalle situazioni che concretamente vivete, dai problemi che vi premono.
Sentire Settala, Sentire l’Italia, volerle più unite e migliori, significa sentire come proprio il travaglio di ogni generazione, dalle più anziane alle più giovani.
A voi tutti, dunque, ai Settalesi e agli “Stranieri” che sono tra noi, condividendo doveri e speranze,il mio augurio affettuoso, il mio caloroso buon 2012.
Il Sindaco
Enrico Sozzi



