News del: 16-03-2011

Carissime-i Concittadine-i,
 
Celebrare un avvenimento storico comporta, molto spesso, il rischio dell’enfasi retorica o del rituale richiamo al passato. Ma se la celebrazione assume valore di lettura del passato, utile per toccare con mano il presente e per gettare lo sguardo sul futuro, questo rischio non si corre. La celebrazione diventa allora serietà di contenuti, partecipazione rispettosa.
 
Le celebrazioni, iniziate già dal 2010 e in via di ampio sviluppo( molte si svolgeranno anche nel nostro territorio), sono la testimonianza del ritrovarci come Italiani nello spirito che ci condusse 150 anni fa a unirci come Nazione e come Stato, dal Nord al Sud.
Il Risorgimento in tutte le sue fasi, fino al compimento del moto unitario, fu guidato dall’ideale della libertà e dal principio di nazionalità. Certo, tra le diverse componenti del movimento nazionale, diverse erano le valutazioni sulle modalità e i tempi  per perseguire l’unificazione di tutta l’Italia, ma nessuna di esse mise mai in dubbio che quella fosse, l’unificazione intendo, lo sbocco naturale e irrinunciabile cui tendere.
 
150 anni fa l’unificazione fu il punto storico d’arrivo che dava però il via ad una partenza modernizzatrice della nostra Italia. Valorizziamo, quindi, in una giusta chiave di lettura che ci permette di non essere retorici, i decisivi balzi in avanti compiuti dalla società italiana grazie all’Unità, senza per questo chiudere gli occhi anche sui vizi di origine del nostro Stato nazionale.
Occorre perciò oggi lavorare  per riformare e innovare quel che è necessario, nel solco dei grandi principi e indirizzi della Costituzione.
 
L’unità nazionale ha più che mai senso proprio in “un mondo globalizzato e frammentato”, nel quale un’Italia divisa sarebbe solo un irrilevante frammento .
Unità della Nazione, nella ricchezza del suo pluralismo e delle sue autonomie, e unità europea: sono leve irrinunciabili per mettere a frutto tutte le nostre potenzialità, nel nuovo contesto mondiale.
 
Vorrei solo aggiungere una considerazione del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riferita ai fatti di 150 anni: “ Allora si trattava proprio di ripartire quasi da zero e contò questo, contò che al di là di tutte le contrapposizioni politiche e anche al di là naturalmente dei conflitti sociali, prevalse l’elemento di un forte impegno, di una forte volontà a costruire insieme condizioni migliori per il nostro Paese”.
 
E allora diamo tutti il nostro contributo, perché si ricrei quel clima, consapevoli del duro sforzo complessivo da affrontare per rinnovare, contro ogni rischio di deriva, il ruolo che il nostro Paese è chiamato a svolgere in una fase critica, ma al contempo promettente, di evoluzione della civiltà europea e mondiale.
L’Unità d’Italia è un divenire che non terminerà mai.

Il Sindaco

Enrico Sozzi

Magnani Srl